{"id":1121,"date":"2021-01-14T14:30:08","date_gmt":"2021-01-14T13:30:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cresm.it\/?p=1121"},"modified":"2021-01-14T14:30:08","modified_gmt":"2021-01-14T13:30:08","slug":"53-anni-dal-terremoto-del-belice-la-memoria-di-una-ricostruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cresm.it\/en\/53-anni-dal-terremoto-del-belice-la-memoria-di-una-ricostruzione\/","title":{"rendered":"L&#8217;eredit\u00e0 di uno sviluppo territoriale 53 anni dopo il terremoto del Belice"},"content":{"rendered":"<p>Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio la terra trema nel Belice. \u00c9 il primo evento sismico dell&#8217;Italia repubblicana e lo Stato si trova del tutto impreparato a gestire una catastrofe del genere: non esiste alcun dipartimento destinato alle azioni di intervento immediato. L&#8217;unico impegno concreto \u00e8 fornire un passaporto ed un biglietto per partire e raggiungere qualunque destinazione nel mondo, lontani dal Belice, lontani dalle macerie. Partono circa 30 mila persone e per molti sar\u00e0 un viaggio a vuoto non troveranno le basi per ricostruire una nuova vita.<\/p>\n<p>Nelle zone terremotate, le case sgretolate in polvere raccontano una storia di povert\u00e0 che si riflette anche nei materiali per la fabbricazione. Il Belice \u00e9 interamente da ricostruire e nel frattempo e lo Stato non ha mezzi e protocolli per farlo nell&#8217;immediato: gli sfollati &nbsp;vengono tenuti per pi\u00f9 di un anno nelle tendopoli.<\/p>\n<p>La popolazione capisce che deve riorganizzarsi da sola.<\/p>\n<p>La riflessione collettiva non era un processo nuovo per la gente del Belice dove gi\u00e0 diversi comitati territoriali afferenti al \u201cCentro Studi e iniziative per la piena occupazione\u201d di Partinico &#8211; di cui Lorenzo Barbera, sociologo e animatore, sar\u00e0 vicepresidente dal \u201860 al \u201869 &#8211; erano impegnati nel definire strategie di sviluppo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre Presidente della Repubblica e ministri calavano dal cielo sui resti delle case portando con s\u00e9 false promesse e rassicurazioni, gli abitanti costituivano comitati popolari e assemblee in lotta per i propri diritti: una grande operazione di pianificazione partecipata che non lasciava spazio solo a richieste legate all\u2019assistenzialismo ma ad un piano di sviluppo territoriale con richieste specifiche. \u201cNon partiamo, restiamo qui a ricostruire\u201d fu la decisione che mise fine alla fuga verso l&#8217;estero di intere famiglie. Un fare deciso che port\u00f2 non solo al Giudizio popolare di Roccamena, il processo (simbolico) all\u2019immobilismo dello Stato e dei suoi rappresentanti rimasto negli annali della giurisprudenza, ma soprattutto iniziative che furono le controrisposte al modo in cui fino ad allora si stava gestendo l\u2019emergenza: \u201ctre chiodi\u201d, tre punti da battere e ribattere, tre richieste martellanti da avanzare sistematicamente al governo attraverso le proteste, le azioni simboliche, le marce, i comunicati stampa: 1) il governo \u00e8 inadatto, incapace e fuorilegge; Non si pagano pi\u00f9 tasse fino a quando non si avvia la ricostruzione; 3) Serve un piano di sopravvivenza realizzato da un ente efficiente.<\/p>\n<p>Dopo una prima vittoria raggiunta con la legge speciale che assolver\u00e0 le popolazioni terremotate dal pagamento delle tasse, nel 1970 Lorenzo Barbera guida a Roma mille terremotati organizzati nel comitato anti-leva &nbsp;per rivendicare le necessit\u00e0 dei giovani del Belice di poter rinunciare all\u2019obbligo militare. Nascer\u00e0 la prima legge sull\u2019obiezione di coscienza approvata grazie alla pressione dei Comitati del Belice e di tutta l\u2019opinione pubblica nazionale. Parte un lento processo di ricostruzione al quale si affianca una sempre pi\u00f9 solida attivit\u00e0 di analisi e studio del territorio: nasce il Centro Studi Valle del Belice, con sede a Partanna. E\u2019 proprio da questa esperienza che nasce il CRESM, un luogo che, immagazzinando gli approcci ed i metodi che hanno fatto scuola negli anni della ricostruzione del Belice, diventa centro di riflessione, analisi per gli animatori sociali di tutta italia interessati al Meridione.<\/p>\n<p>L\u2019eredit\u00e0 di quella missione, ancora oggi, continua.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Archivio di Belice\/EpiCentro della Memoria Viva_ Gibellina, Bruna Amico forografa (1970)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio la terra trema nel Belice. \u00c9 il primo evento sismico dell&#8217;Italia repubblicana e lo Stato si trova del tutto impreparato a gestire una catastrofe del genere: non esiste alcun dipartimento destinato alle azioni di intervento immediato. 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