{"id":1214,"date":"2021-04-30T16:35:50","date_gmt":"2021-04-30T16:35:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cresm.it\/?p=1214"},"modified":"2023-10-11T14:04:53","modified_gmt":"2023-10-11T14:04:53","slug":"per-una-nuova-gestione-dei-beni-imbrigliati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cresm.it\/en\/per-una-nuova-gestione-dei-beni-imbrigliati\/","title":{"rendered":"Per una nuova gestione dei beni &#8220;imbrigliati&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>IL POTERE DELLA GIUSTIZIA SOCIALE CONTRO LE MAFIE<\/strong><\/p>\n<p>Sono passati 39 anni dal duplice omicidio commesso da Cosa Nostra ai danni di <strong>Pio la Torre<\/strong>, segretario Regionale della CGIL e del PCI, e di <strong>Rosario di Salvo<\/strong>, attivista e collaboratore di La Torre. L\u2019impegno antimafia dei due compagni che hanno inaugurato una stagione di lotte &#8211; sia locali che nazionali &#8211; capaci di mobilitare decine di migliaia di persone, mettendo in luce i legami tra la mafia e importanti uomini politici, \u00e8 stato la causa determinante della loro condanna a morte.<\/p>\n<p>Dalle campagne siciliane dove quotidianamente contrastava la mafia con pi\u00f9 giustizia sociale, l&#8217;on. Pio La Torre riusc\u00ec a portare in Parlamento una proposta di legge unica in Italia che, nel 1982 (anno della sua morte) divenne legge. Si tratta della <strong>&#8220;Rognoni-La Torre&#8221; (L. n. 646\/1982)<\/strong> che istituisce per la prima volta il\u00a0<em>reato di associazione mafiosa<\/em>\u00a0nel nostro ordinamento (art. 416 bis c.p) e introduce la confisca dei beni di propriet\u00e0 dei mafiosi. La potenza e l&#8217;arguzia di tale norma \u00e8 immensa, in quanto attacca il potere dei mafiosi privandoli del loro patrimonio &#8211; vale a dire tutto ci\u00f2 che hanno costruito con il potere sporco &#8211; che viene incamerato dallo Stato o redistribuito a quella stessa collettivit\u00e0 che per anni ha subito le sue vessazioni. Cos\u00ec, quella mafia abituata ad entrare nelle case, nelle aziende e nei terreni altrui con sopraffazione, si ritrova a subire la privazione di tutto ci\u00f2 che ha conquistato con la violenza e l&#8217;ingiustizia.<\/p>\n<p>La materia dei beni confiscati \u00e8 disciplinata dal Codice penale, all&#8217;articolo 416 bis, dove vengono definiti i beni confiscati come &#8220;<em>le cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e (delle cose) che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l&#8217;impiego<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Esistono tre diverse categorie di beni confiscati:<\/p>\n<ul>\n<li>beni mobili (conti corrente, titoli azionari, natanti e beni registrati, opere d&#8217;arte ecc&#8230;);<\/li>\n<li>beni immobili (terreni, appartamenti, ville, locali commerciali, solo per fare qualche esempio pratico);<\/li>\n<li>le aziende (nel loro complesso di propriet\u00e0 immobiliari e quote societarie), che coprono diversi ambiti dell&#8217;impresa produttiva.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>I NUMERI DEI BENI CONFISCATI IN ITALIA<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1216 alignleft\" src=\"https:\/\/www.cresm.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/beni-confiscati-cresm-01-259x300.png\" alt=\"\" width=\"645\" height=\"747\" \/><\/p>\n<p>Secondo i dati forniti dall\u2019Agenzia nazionale per l\u2019amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata, al 30 aprile 2021, <strong>il totale dei beni immobili confiscati sul territorio nazionale, dal 1982 ad oggi, ammonta a 37.311.<\/strong>\u00a0Di questi,\u00a0<b>19.991 sono &#8220;in gestione&#8221;<\/b>, ovvero sotto la gestione dell\u2019Agenzia perch\u00e9 non ancora trasferiti ad altre Amministrazioni dello Stato o agli Enti locali (le ragioni possono essere differenti, l\u2019iter giudiziario \u00e8 ancora in corso, esistono criticit\u00e0 che bloccano le procedure); mentre\u00a0<b>17.320 sono &#8220;destinati&#8221;<\/b>, e cio\u00e8 beni per i quali \u00e8 stato possibile procedere alla destinazione, sia per finalit\u00e0 istituzionali sia per finalit\u00e0 sociali (questo non significa necessariamente che questi beni siano stati anche riutilizzati, molti infatti, anche dopo la destinazione e il trasferimento ai Comuni, rimangono ancora inutilizzati).<\/p>\n<p>Dal documento di Strategia Nazionale per la valorizzazione dei beni confiscati attraverso le politiche di coesione (2018), emerge che circa 5 beni su 10 rimangono ancora da destinare: sul totale di beni immobili confiscati, infatti, solo il 46% \u00e8 destinato alla comunit\u00e0 per fini sociali.<\/p>\n<p>Il dato statistico diventa ancora pi\u00f9 incisivo se leggiamo i numeri diffusi dell&#8217;Agenzia dei beni confiscati (<a href=\"http:\/\/openregio.anbcs.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/openregio.anbcs.it&amp;source=gmail&amp;ust=1619804084350000&amp;usg=AFQjCNH4Apq6mFEuk4hBTFx_9vib2hPIpA\">openregio.anbcs.it<\/a>). Del numero totale di beni immobili in gestione e destinati una grossa percentuale si trova in particolare, in Sicilia (13.782), Campania (6.067), Calabria (4.851), Lombardia (3.203), Puglia (2.633) e Lazio (2643). &#8220;<strong>Lo scarto fra i beni confiscati e quelli assegnati ( e davvero gestiti) \u00e8 un&#8217;evidenza problematica <\/strong>&#8211; commenta Alessandro La Grassa, Presidente del Cresm &#8211; \u00c8\u00a0vero che in alcune aree i beni sono eccedenti le capacit\u00e0 di &#8220;assorbimento sociale&#8221; del territorio, ma in generale il sistema \u00e8 ancora troppo frammentato e lasciato alle iniziative delle Amministrazioni locali o dei singoli Amministratori Giudiziari, mentre l&#8217;Agenzia per i Beni Sequestrati e Confiscati non \u00e8 ancora orientata a svolgere un ruolo di reale coordinamento e quindi di presenza diffusa sui territori pi\u00f9 interessati dal fenomeno. Quest&#8217;ultimo dato di fatto \u00e8 uno dei problemi principali ormai dell&#8217;intera questione e di conseguenza dovrebbe essere uno dei principali temi da affrontare.<\/p>\n<p><strong>BENI CONFISCATI E PNRR: UN&#8217;OCCASIONE PER LE IMPRESE SOCIALI DEL MERIDIONE?<\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza<\/strong>\u00a0approvato in Consiglio dei Ministri assegna alle regioni dell&#8217;Italia meridionale una quota imponente di fondi: circa 82 miliardi di euro. Si tratta del 40% di tutte le risorse territorializzate, cio\u00e8 con una destinazione specifica sui territori. L&#8217;obiettivo esplicitato nel Piano \u00e8 di &#8220;accompagnare una nuova stagione di convergenza tra Sud e Centro-Nord, per affrontare un nodo storico dello sviluppo del Paese&#8221;.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra riforma molto attesa, rivolta a garantire alle popolazioni meridionali l&#8217;effettivo rispetto dei diritti di cittadinanza, \u00e8 quella che riguarda la definizione del Livello essenziale delle prestazioni (LEP) per alcuni servizi alla persona, partendo dagli asili nido. Sono previsti inoltre un piano d&#8217;azione contro il lavoro sommerso e investimenti per la valorizzazione dei beni confiscati alla mafia, cos\u00ec da potenziare l&#8217;edilizia residenziale pubblica, rigenerare le aree urbane, migliorare i servizi socio-culturali e quelli di prossimit\u00e0: nello specifico,\u00a0<strong>300 milioni<\/strong>\u00a0saranno usati per la\u00a0<strong>valorizzazione di almeno 200 beni confiscati alle mafie, g<\/strong>li investimenti saranno finalizzati a restituire alla collettivit\u00e0 i beni confiscati sia per fini sociali, che per l&#8217;avvio di attivit\u00e0 economiche che possono generare nuovi posti di lavoro.<\/p>\n<p><strong>PER UNA NUOVA GESTIONE DEI BENI INUTILIZZATI<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Il tema dei beni confiscati non ha trovato grande spazio nel PNRR, non tanto in termini di investimenti, perch\u00e9 300 milioni di euro in 5 anni espressamente indirizzati a questo ambito sono circa 6 volte di pi\u00f9 di quanto stanziato nel PON Legalit\u00e0 2014-2020, quanto in termini di ragionamento e di prospettiva &#8211; commenta La Grassa &#8211;\u00a0 Non si \u00e8 voluto cogliere neanche stavolta l&#8217;enorme potenziale che potrebbe derivare da una gestione pi\u00f9 adeguata delle norme e degli attori principali, a cominciare dall&#8217;ANBSC. Si \u00e8 puntato sul riutilizzo in termini gi\u00e0 vincolati al social housing e ai servizi pubblici di prossimit\u00e0, temi sicuramente meritori, ma non possiamo dimenticare che <strong>nell&#8217;attuale sistema di gestione dei Beni sequestrati e confiscati rimangono imbrigliati e inutilizzati miliardi di euro di valore sotto forma di imprese che lo Stato non riesce a gestire e di patrimoni non valorizzati e spesso neanche ben custoditi.<\/strong> In questo senso continueremo a dare il nostro contributo affinch\u00e9 i nodi pi\u00f9 complessi di questa vicenda siano affrontati seriamente anche attraverso<a href=\"https:\/\/www.cresm.it\/2021\/02\/16\/come-attivare-le-comunita-attorno-ai-beni-confiscati\/\"> tavoli programmatici che coinvolgano in modo strutturato e non episodico anche il Terzo Settore, il mondo delle imprese<\/a> e quello dei professionisti chiamati a gestire i beni in Amministrazione Giudiziaria&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL POTERE DELLA GIUSTIZIA SOCIALE CONTRO LE MAFIE Sono passati 39 anni dal duplice omicidio commesso da Cosa Nostra ai danni di Pio la Torre, segretario Regionale della CGIL e del PCI, e di Rosario di Salvo, attivista e collaboratore di La Torre. 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